Ortografia italiana   2 comments

Gatto che scrive con ortografia corretta sia in Italiano che inIngleseORTOGRAFIA

Sito di sensibilizzazione alla corretta ortografia della Lingua Italiana.

L’Italiano, nella maggior parte dei casi, si scrive come si legge. Le regole da ricordare sono davvero pochissime. In questa pagina un piccolo aiuto per non scrivere più in Italiacano. Visto il successo avuto dalla mia vecchia pagina web, ho deciso di riportarla sul mio blog.

  • La presenza della I afona in alcune parole come cielo, cieco, sufficiente, efficiente.

La frase “La gatta frettolosa fa i gattini cechi” non significa che la gatta ha procreato dei gattini che non ci vedono, ma che sono nati nella Republica Ceca (che un tempo con la Repubblica Slovacca formava la Cecoslovacchia). Il proverbio, un po’ crudele, è: “La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. Quindi non c’è nulla di male se la gatta fa i gattini cechi (altrimenti come fanno gli abitanti della Repubblica Ceca senza gatti?), fare i gattini ciechi è invece un po’ brutto….

  • L’apostrofo, segno maltrattato.

“Non voglio vivere in un mondo in cui metà delle persone scrivono po e l’altra metà pò!” (Paola Mastrocola, “La scuola spiegata al mio cane”)

Questa frase dice una grande verità. Gente, pensiamo un po’ quando scriviamo! Che cosa significa la parola “po’”? Significa “poco”. Il “co” si perde e come sempre nella Lingua Italiana quando si toglie qualcosa si mette l’apostrofo, non l’accento! Non si mette l’accento su “una” quando lo attacchiamo ad “ape”, giusto? Un’ape non ha l’accento. La stessa cosa vale per il po’. Se i cellulari sono ignoranti perché vi fanno scrivere “pò”, voi ignorateli e correggete l’errore! Basta mettere l’apostrofo dopo “pò” e si correggerà da solo.

 Altro problema dell’apostrofo: dopo “un” l’apostrofo ci va o no? Dipende! Se precede una parola femminile, “un” è ciò che resta di “una” e quindi vuole l’apostrofo. Altrimenti no. Un’ape, un albero, un’arancia, un orologio, un’automobile, un imbuto. Basta pensare: l’apostrofo è messo al posto di qualcos’altro!

 Una regola facile, che io dico ai miei alunni, per ricordarlo: l’apostrofo è come una lacrima, che si mette quando qualcosa se ne va….

  • Gli accenti: un disastro.

Le regole degli accenti sono difficili (?? Insomma, dài, facciamo cose ben più difficili!), ma basta andare per logica, ed ecco la mia formula preferita per sapere quando una parola monosillaba è accentata e quando no:

– una parola monosillaba è accentata se può avere due significati diversi (note musicali e nipotini di Paperino esclusi!);

– si accenta sempre, delle due, quella che è un verbo;

– se nessuna delle due è un verbo, si accenta quella meno usata;

– se una parola monosillaba ha solo un significato (oppure può essere anche un nipote di Paperino o una nota musicale) non si accenta mai.

Ecco un piccolo schema di aiuto:

  • Le maiuscole.

La lettera maiuscola ad inizio parola va sempre messa nei nomi propri di persona (Angela, Alessio…), luogo (Como, Italia, Europa), a inizio frase e quando si deve distinguere tra la “terra” che mettiamo nei vasi per i fiori e tra la “Terra” come pianeta. A mio parere è meglio mettere una maiuscola in più che una in meno. Noi astrofili scriviamo Sole, la gente comune scrive sole.🙂 Io personalmente sono stata tacciata di abusare delle maiuscole.🙂

  • La Z in zione.

Ai miei alunni io dico sempre: “Lo Zione vuole una sola Z.” In 1^ primaria ho fatto disegnare ai bimbi un grande uomo con un indice alzato e sopra un fumetto con scritto: “Sono lo zione e voglio sempre una sola Z!” Azione, trasformazione, impostazione…

  • I congiuntivi e i condizionali, “due brutte bestie”.

Difficili? No, basta allenarsi. “Vorrei che fosse già primavera!” “Spero che faccia caldo.” “Potrei farlo se ne avessi la voglia.” Allora trova la voglia di imparare i verbi!

Se avete altri suggerimenti, venite sul mio Fabuland forum!

F.A.Q.

  • “D’accordo. (Con l’apostrofo, perché significa che abbiamo preso un accordo.) E come la mettiamo coi ‘typo’ (ovvero gli errori di battitura)?”

I “typo” sono una piaga dello scrivere al computer. Pazienza, un errore di ortografia (o l’errore di *stumpa*) può capitare. Anche l’*orrore* ortografico può capitare (“è” verbo senza accento, verbo avere senza l’H quando ci vuole). E’ la ripetizione costante di un errore ai danni del Buon Italiano che dà (con l’accento, perché verbo e non proposizione) fastidio! (Non parlo di errori ripetuti da bambini/ragazzi con diagnosi di dislessia, che hanno difficoltà oggettive a scrivere correttamente.) So bene che Word non è proprio il programma più intelligente del mondo. Ma quelle fastidiose sottolineature rosse non sono sempre messe lì per sbaglio….

  • Come la mettiamo con il verso degli accenti? Devo scrivere “è” o “é”?

Questo non è semplicissimo per via delle inflessioni dello specifico luogo d’Italia in cui ci si trova. La “é” indica il suono chiuso, la “è” aperto. Visto che comunque questo problema riguarda solo la lingua battuta, perché quando si scrive molto spesso non si differenzia per nulla l’accento, si può adottare questa regola: si usa sempre la “è”, tranne su “perché”, che vuole la “é” (sì, è una e chiusa, anche se al Nord pronunciamo “perchè” con la e più aperta possibile). Non è un grave errore sbagliare l’inclinazione degli apostrofi.

  • Se su “è” ci va l’accento, perché quando la scrivi maiuscola metti l’apostrofo?

Perché la “è” maiuscola non è sulla tastiera.🙂 Questo non è un vero errore, è una convenzione.

Molte persone mi hanno scritto per prendere le difese della maltrattata “È”. A questo proposito vi riporto alcuni trucchi per mettere la “È” se proprio usare “E'” non vi va (sottolineando, comunque, che utilizzare l’apostrofo al posto dell’accento nei caratteri maiuscoli non è un errore).

I caratteri che abbiamo sulla tastiera sono solo una parte della mappa ASCII che i sistemi operativi utilizzano. La “È” è uno di questi caratteri e può essere recuperata in alcuni modi piuttosto semplici:

1) premete ALT+0200 (i numeri 0200 devono essere digitati sul tastierino numerico);

2) utilizzando la “mappa caratteri”, un programmino di Windows (ma immagino che ogni sistema operativo abbia il suo equivalente) che permette di visualizzare tutti i caratteri;

3) un semplicissimo copia-incolla da questo testo;

4) se state utilizzando un programma come Writer di OpenOffice o Word di Windows e in questi programmi è stata impostata la correzione automatica della maiuscola a inizio frase, vi basterà scrivere una “è” e poi battero uno spazio: il programma trasformerà in automatico questa “è” in un “È”. Questo metodo, comunque, non funziona nei programmi che non hanno questa funzione (Outlook Express, WordPad, ecc.).

  • Per quanto riguarda chi usa gli apostrofi invece degli accenti?

Sempre meglio del contrario! Non confondiamoci: usare l’apostrofo al posto dell’accento non è come usare l’accento al posto dell’apostrofo. Il primo è una convenzione che può o meno piacere, ma è corretta, il secondo è un errore di ortografia. Chi ha tastiere inglesi non ha le lettere accentate.

  • Come si fa a capire se una parola “importata” da un’altra lingua è maschile o femminile?

Si ricorre al dizionario! E’ un librone grosso con sopra tanta polvere. Ce ne sono anche parecchi online. Come regola dovrebbero essere maschili, ma ormai è entrato nell’uso comune riferirsi *alle* e-mail, in quanto “lettere elettroniche”. Soprattutto, le parole inglesi in italiano sono indeclinabili, quindi dovremmo evitare le “s” finali, perché sono un errore (a mio parere non grave): le e-mail, non le e-mails; i film, non i films.

  • E per “quotare”?

Ci sono tanti bei siti in giro e non c’è bisogno che mi metta a scrivere anch’io una guida per quotare. Sul perché è importante quotare bene vi riporto questa battuta splendida:

Risposta: Perché incasina l’ordine con cui la gente normalmente legge un messaggio.

Domanda: Perché quotare sotto dà così fastidio?

Risposta: Quotare sotto.

Domanda: Qual è la cosa più seccante su Usenet e in e-mail?

Infine un trucchetto: quando avete finito di rispondere all’e-mail e sotto vi rimangono righe scritte che non vi interessano, basta che premiate SHIFT+CTRL+Fine e poi Canc. In questo modo, nel giro di mezzo secondo, potete far sparire tutto quello che non vi interessa dal punto del cursore fino alla fine della e-mail, alleggerendo molto sia la vista stessa della e-mail, sia il lavoro di chi naviga con connessioni lente.

  • La scuola non mi ha insegnato tutte queste cose e io vorrei recuperare…. tu dove le hai imparate?

A scuola! E in famiglia, naturalmente. Inoltre serve molto leggere, ci sono in giro tanti bellissimi libri della letteratura italiana e molte buone traduzioni, che possono essere anche prese in prestito gratuitamente presso le biblioteche. Qualche “classico” si trova anche in Internet, sempre gratuito e anche legale (in quanto sono scaduti i diritti d’autore), basta cercare.

  • Le abbreviazioni?

Sono utili, ma a volte si tende ad abusarne. Si usano tantissimo negli SMS, giustamente. Ma nelle e-mail andrebbero evitate il più possibile, soprattutto quelle che non sono “codificate” nell’uso comune della posta elettronica. Ecco le principali abbreviazioni codificate:

cmq = comunque (parola lunga e che porta sempre un sacco di typo);

BTW = by the way: “già che ci siamo”, “comunque”, “intanto che mi viene in mente”;

ROTFL = rolling on the floor laughing: “scompisciandosi dalle risate”;

Per quanto riguarda invece le abbreviazioni dell’Italiano standard c’è una vera e propria serie di regole che andrebbero rispettate: ad esempio l’abbreviazione deve sempre finire con una consonante (per es.; cap.; prof.); se la parola abbreviata è al plurale, la consonante finale va raddoppiata (pagg.; proff.); se si usa una sigla, le lettere vanno tutte maiuscole (SMS; WWW); se le parole abbreviate nella sigla sono plurali, si raddoppia la lettera (FF.SS. = Ferrovie Statali).

Il mio consiglio spassionato è quello di evitare di scrivere in rete come se stesse digitando su un cellulare, usando le “k” al posto del “ch”, tagliando talmente tante lettere da rendere la frase una sorta di gioco enigmistico di cattivo gusto.

Un appunto sui numeri romani: non vogliono il ° o la ^ per indicare che sono numeri ordinali. Esempio corretto: XXI secolo. Errato: XXII° secolo. (La ^ è in realtà un accento circonflesso, che in Italiano non si usa più. Poichè assomiglia molto a una A lo trovo molto utile per scrivere gli ordinali femminili: prima = 1^ – secondo = 2°.)

  • Ho trovato un errore in questo sito…/Non sono d’accordo su una regola.

Vieni a parlarne sul mio Fabuland forum.

  • Non so una cosa di Italiano, me la puoi dire?

Certo, se la so. Vieni a parlarne sul mio forum, così altre persone potranno usufrire della spiegazione o meglio ancora contribuire a trovare una risposta!

  • Non mi va di venire sul tuo forum/ mi vergogno, posso chiedertela in privato?

No, mi dispiace. Dopo aver passato anni a rispondere a tante email (e davvero sono state tante) e talora prendermi anche insulti (sì, purtroppo c’è chi mi ha insultato, ad esempio, perchè scrivo po’ con l’apostrofo che, cito, “essendo parola tronca vorrebbe l’accento” – non essendo tronca, ma troncata, vuole l’apostrofo), ho deciso di porre fine alle consulenze private, anche a causa di tutti colori che sono stati aiutati e non hanno nemmeno fatto la fatica di dire un grazie. Scusate la franchezza! Non c’è niente di cui vergognarsi adavere dubbi, anzi, il dubbio è alla base della ricerca scientifica. Inoltre ripeto che non sono un genio dell’Italiano, sono una semplice maestra laureata in Scienze e Tecnologie dell’Informazione (“Informatica”, per intenderci!). Cerco di aiutare e per farlo ho deciso che si deve passare dal forum. Iscrivetevi con un nickname che non riconduca a voi, se vi vergognate. E comunque ripeto che non c’è niente di male! Questo articolo è diventato il punto di riferimento per tantissime persone he cercano di scrivere meglio, l’ho trovato citato un po’ ovunque. Ne solo felice, ma per me è tutto lavoro gratuito, quindi vi invito sul mio forum a contribuire!

  • E se non mi fido di quello che hai scritto in questa pagina?

Liberissimo di farlo. Di questo, però, dovresti fidarti: l’Accademia della Crusca è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana.

  • “Sito pedante….”

Forse, ma credo che l’Italiano sia una gran bella lingua e vada preservata come tale. Non sono contro l’evoluzione della lingua, mi va bene che si dica mouse e non topo, riguardo alla periferica del computer, mi va bene che si usino forme come “ok” o “tv”. L’evoluzione va bene, l’uccisione no! Infine: nessuno obbliga a visitare questo sito, è solo un consiglio.🙂

Per commenti, consigli, proposte, scrivere sul Fabuland Forum.

Cercherò di rispondere anche ai commenti sotto questo post, ma non fateci troppo affidamento. Astenersi per insulti e inutilità assortite.

Pubblicato 20 dicembre 2013 da MicioGatta in ortografia

2 risposte a “Ortografia italiana

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  1. Bellissimo articolo da mettere nella Home di qualsiasi forum. Alle volte si fa una fatica tremenda a rispondere alle richieste di aiuto, per il modo (vergognoso) in cui vengono poste.

    • Grazie del commento🙂 Non lo metterò fisso in prima pagina nel mio blog, ma tanto sarà molto probabilmente sempre il primo articolo dei 5 più letti, quindi lo troverete costantemente nella colonnina a sinistra. Buona vita!

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