
Bella
La parola Bella è nata insieme a lei
Col suo corpo e con i piedi nudi, lei
E’ un volo che afferrerei e stringerei
Ma sale su l’inferno a stringere me.
(Notre Dame de Paris)
Questo è uno dei ricami più complessi che ho fatto. Naturalmente punto croce, la tela è Aida ecrù (ma tanto non si vede perché è completamente ricamata). La rifinitura a cuscino è stata fatta da mia madre, infatti è la cosa più perfetta del cuscino.
di Monica Monti Castiglioni
con la collaborazione di Seti
Dedicato a mia Madre
Rating: PG-13
Genere: Romanzo – avventura
Riassunto: L’Enterprise NX-01 si ritrova in un luogo e un tempo imprecisato per dispetto di un essere onnipotente che voleva fare uno scherzetto a un capitano dell’Enterprise…. che non è Archer.
Nota: Questa storia è ambientata tra “Terra Prima/Demoni” e “Questi Sono i Viaggi”. Ogni somiglianza a racconti, fanfiction, persone reali o fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Spoilers: Tutta Enterprise e il finale di The Next Generation, qualche riferimento qua e là a tutto Star Trek.
Dichiarazioni: “Star Trek: Enterprise” e tutti i suoi personaggi sono proprietà della Paramount e dei suoi autori. Questo è un racconto di fantasia, creato da una fan al solo scopo di intrattenimento e senza scopo di lucro. Ogni somiglianza a racconti, fanfiction, persone reali o fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Scarica il racconto in formato PDF: I Naviganti 4 Mélangées
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Jonathan Archer, capitano della nave stellare Enterprise NX-01, sospirò leggermente quando Hoshi Sato, l’ufficiale alle comunicazioni scosse di nuovo la testa.
«No, signore.» disse la giovane. «Nessun segnale, nessuna trasmissione subspaziale.»
Archer, in piedi accanto alla postazione di Sato, si rivolse al timoniere, Travis Mayweather: «Ha capito dove siamo?»
Il ragazzo scosse la testa. «No, signore. Non ci sono stelle riconoscibili.» O meglio: non ci sono stelle. E la cosa era davvero allucinante.
«Ha idea di cosa sia successo?» chiese il capitano all’ufficiale scientifico, la vulcaniana T’Pol.
Lei scosse leggermente la testa.
Tutti gli ufficiali presenti in plancia si girarono di scatto, quando una voce sconosciuta salutò il capitano in francese.
«Bonjour, mon capitaine!»
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